ENZO BARNABA' SCRITTORENOTA BIOGRAFICA

 

Dialogo col sindaco di Ventimiglia

A Grimaldi, la prima giornata di "Terres et gens de frontières"

Pillolette di cultura valguarnerese

Il settimanale 109 mi dedica una pagina

 

Difendiamo la spiaggia di Latte! 1, 2, 3, 4, 5, 6 , 7, 8 e 9 - La pagina Facebook

E' venuta recentemente alla luce una trasmissione sui Fasci Siciliani (Rai 3, 1980) in cui sono stato intervistato assieme ai maggiori storici isolani

"Il Ventre del Pitone" è uscito

RECENSIONI

Daniele Mezzana su Immagine dell'Africa

Combonifem

"Fratelli coltelli", articolo su Assaman

***

Il partigiano dimenticato di Ponte San Luigi

La mia pagina su Facebook

 

MORTE AGLI ITALIANI! è già alla seconda edizione e alla quarta ristampa

«Il libro di Enzo Barnabà è una boccata d’ossigeno. Perché solo ricordando che siamo stati un popolo di emigranti vittime di odio razzista, come ha fatto il vescovo di Padova denunciando “segni di paura e di insicurezza che talvolta rasentano il razzismo e la xenofobia, spesso cavalcati da correnti ideologiche e falsati da un'informazione che deforma la realtà”, si può evitare che oggi, domani o dopodomani si ripetano altre cacce all’uomo. Mai più Aigues-Mortes. Mai più» (dalla prefazione di Gian Antonio Stella)

Leggi le recensioni

Il 24 luglio mi è stata attribuita la medaglia del Presidente della Repubblica: "Il prof. Enzo Barnabà, già docente e addetto culturale in molte ambasciate italiane all'estero, ha il merito..." (leggi le motivazioni)

 

"...Al di là dell’epoca e delle diverse nazionalità, riconobbi in Enzo Barnabà un fratello al quale mi legava una strana complicità come quella che si incontra nel mondo dell’invisibile. Ne nacque un progetto un po’ folle: io avrei ripescato i miei racconti dimenticati e tradotto i suoi mentre lui avrebbe tradotto i miei, li avremmo riuniti ed avremmo pubblicato una raccolta più consistente, sia in italiano che in francese. Enzo aderì immediatamente con entusiasmo..." (dalla prefazione di Serge Latouche)

Leggi le recensioni

Romancier sicilien familier de l'Afrique, Enzo Barnabà signe ici un ouvrage attirant et grave ; inspiré du récit de vie d'une jeune femme ivoirienne trentenaire, Lazarine N'Guessan, c'est son journal intime auquel le romancier donne la forme du conte philosophique voltairien "Candide". Si l'héroïne se prénomme Ahou Cunégonde ce n'est pas le fait de ses parents ........