"Finalmente! Cesare Battisti, un cittadino italiano che ha commesso in Italia gravi delitti per il quali è stato condannato della giustizia italiana, potrà finalmente riflettere sulle proprie colpe nella cella di una prigione italiana. La dottrina Mitterrand non poteva essere applicata ad un paese che nulla aveva a che spartire col Cile di Pinochet. Mi spiace che una parte della sinistra francese non l’abbia capito ed abbia voluto porre la giustizia italiana sotto una specie di sovranità limitata. Tutto è bene quel che finisce bene. Enzo Barnabà -

PS. Per coloro che leggono l’italiano. L'Unità, il più importante quotidiano della sinistra italiana riceve soltanto entusiastici commenti dai suoi lettori: www.unita.it”. 
Le reazioni all'arresto di una parte della sinistra francese fanno trasparire quanto sia difficile per i nostri cugini d'oltralpe considerare gli italiani come un popolo di pari dignità. Il paternalismo che indusse Mitterrand ad estendere il proprio potere di grazia fino alla nostra penisola ha origini antiche (che in Morte agli italiani! Io ho cercato di enucleare); vi è poi un diverso vissuto come mi ricorda un magistrato che di terrorismo se ne intende: “In fin dei conti la nostra sinistra è stata vaccinata dal terrorismo, la loro no. E se non avessimo passato quello che abbiamo passato, forse saremmo anche noi ancora qui con una opinione pubblica "democratica" fissata con il concetto dei "compagni che sbagliano"e del "ribellarsi è giusto".
Dispiace constatare come dei cosiddetti anni di piombo e del processo Battisti (cui paradossalmente si riconosce, come ha rilevato Fulvio Abbate, non solo l’ovvio diritto alla difesa ma anche quello alla fuga) qualche intellettuale francese faccia fantasiose ricostruzioni. Eppure, basterebbe informarsi senza pregiudizi tenendo, per esempio, nel dovuto conto documenti come questo dell’ANM che il dott. Mario Tuttobene mi invita a diffondere:


ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI


Intervenendo sulle polemiche sorte in Francia a seguito dell’arresto di Cesare Battisti  (condannato in Italia per gravissimi reati di sangue commessi nel corso della sua attività di terrorista, evaso nel corso del processo ed arrestato in Brasile al termine di una lunga latitanza) l’Unione sindacale dei magistrati, il più rappresentativo sindacato della magistratura francese, ha espresso oggi  in una nota  il suo ''pieno sostegno alla giustizia  italiana e ai magistrati” italiani “che hanno pagato caro, spesso con la loro vita, il prezzo della loro indipendenza'' ed ha posto l’accento sul fatto che la condanna nei confronti di Battisti e' stata pronunciata ''nello stretto rispetto  delle regole della procedura penale, trattandosi di un imputato  in fuga, ma difeso a tutti gli stadi della procedura  conformemente al diritto italiano in vigore''.

Riteniamo che le puntuali valutazioni giuridiche espresse dall’Unione sindacale dei magistrati sulla regolarità e correttezza del processo penale svoltosi in Italia nei confronti di Battisti siano un dato estremamente importante che si pone al di sopra di ogni contingente polemica di parte ed offre un contributo di chiarezza e di verità sulla intera vicenda .

E’ giusto che l’opinione pubblica dei diversi paesi dell’Unione Europea  dedichi grande e costante  attenzione ai processi penali ed al livello delle garanzie degli imputati negli altri Stati membri.

Ma è essenziale che tale dibattito pubblico si sviluppi sulla base di conoscenze specifiche ed approfondite delle diverse vicende processuali e non sulla base di preconcetti o di atteggiamenti di pregiudiziale diffidenza privi di ogni riscontro nella realtà effettuale (come attesta anche la decisione della Corte europea sul caso Battisti che ha escluso ogni violazione dei diritti dell’imputato) ed incompatibili con “l’elevato livello di fiducia” che ispira i rapporti tra gli Stati membri anche nel campo della giustizia penale.

Ed a questo scopo appaiono preziose le informazioni e le valutazioni dell’Unione sindacale dei magistrati .

Roma, 20 marzo 2007

Il Presidente, Giuseppe Gennaro                                                              
Il Segretario generale, Nello Rossi


Per quanto mi riguarda, vorrei finire con una nota positiva: non tutti i francesi sono affetti da strabismo generato da (cosciente o meno) ipertrofia nazionalistica. Anzi! Si vedano, ad es., questi due messaggi pubblicati da Libération assieme al mio:
 
Arrêtons de nous croire Meilleurs. Les Italiens sont nos amis, et le gouvernement italien pas une dictature, s'ils réclament Battisti, nous devons leur remettre. J'en ai marre d'entendre ou de lire "ces" français qui se croient meilleurs, plus morals, plus justes que tout le reste du monde !!!! Les Italiens sont assez intelligents pour prendre les bonnes décisions.

La justice doit passer. M. Battisti a été condamné régulièrement en Italie, état de droit qui vaut le nôtre. Il n'a jamais exprimé ni repentir ni compassion pour les victimes et a toujours esquivé ses responsabilités. L'attitude de la gauche (d'une partie de la gauche) française est incompréhensible en Italie et les réactions françaises sont perçues comme du mépris confiant au racisme. La justice doit passer (ou repasser).